Carboidrati: qual’è la verità?

Cosa sono i Carboidrati?

Un argomento caldo sul quale a volte c’è molta confusione e cattiva informazione. Ma quanto sappiamo effettivamente dei carboidrati? Oggi cerchiamo di conoscerli meglio! Prima di essere l’argomento principale di tantissime teorie, sono dei macronutrienti che compongono quotidianamente i pasti dei nostri pet. Erroneamente, si tende ad identificare questo macronutriente con una sola grande categoria d’ingredienti: i cereali. Sbagliato! Vediamo insieme le principali tipologie di carboidrati.

Carboidrati semplici

Chiamati anche e più comunemente zuccheri, comprendono glucosio, fruttosio, lattosio e altre sostanze disaccaridi e oligosaccaridi. Pensate che esistono più di 200 tipologie di zuccheri. Questa categoria è a rapido assorbimento pertanto sono la prima fonte di energia immediatamente disponibile. Dove li troviamo? Nella frutta, nel latte, nel miele e nello zucchero da cucina.

Carboidrati complessi

Si tratta di catene formate da carboidrati semplici, che vengono lavorate dall’organismo per essere convertite in energia. Arriviamo in questo caso all’amido, che si trova principalmente nei semi e nei loro prodotti (quindi nei cereali e nei derivati) e nei tuberi, come le patate. Sapevate che le fibre alimentari hanno tra i componenti principali dei carboidrati? Tra questi troviamo la cellulosa: non è digeribile, quindi non viene utilizzata per produrre energia, ma è importantissima per la flora batterica intestinale.

Infine, ma non per importanza, anche il glicogeno presente nei muscoli degli animali è un carboidrato complesso! Attenzione però: mangiando carne non si assumono carboidrati. Infatti il glicogeno presente nei tessuti muscolari degli animali, al momento della macellazione si disperde, alterando il pH della carne.

A cosa servono?

Nonostante vengano erroneamente demonizzati, i carboidrati sono importantissimi per la salute del pet. Perché? 

  • I carboidrati sono la prima fonte di energia che utilizza il corpo. Vi sono organi che riescono a ricavare energia dai grassi, come per esempio i tessuti muscolari, ma altri sono creati da cellule glucosio-dipendenti. Volete un esempio? Il cervello! 
  • Vanno a costituire il glicogeno muscolare, utilizzato nella contrazione dei muscoli. Nonostante si preferisca spesso l’apporto di grassi come fonte di energia, è molto importante inserire una corretta quota di carboidrati per favorire, con il metabolismo del glicogeno, la lavorazione dei grassi liberi. 
  • Costituiscono il glicogeno epatico, che all’occorrenza rilascia molecole di glucosio per, ad esempio, mantenere stabile la glicemia o fornire energia ai tessuti;

I carboidrati semplici e quelli complessi svolgono le stesse funzioni che, come si può intuire, sono fondamentali per il benessere del pet. 

Perché sono visti in modo negativo?

“I carboidrati non fanno parte della dieta del lupo”

Erroneamente, la maggior parte delle volte in cui vengono demonizzanti il termine carboidrato viene utilizzato come sinonimo di cereale o amido, creando così inutile confusione.  Nei casi più frequenti si eliminano fonti di amido dalla dieta prendendo in considerazione la dieta primordiale del lupo. Quest’ultimo è un carnivoro, pertanto nell’uso comune non è dotato di un organismo in grado di digerire i carboidrati complessi. Il ragionamento però non è corretto. 

Come abbiamo visto ormai in diverse occasioni, il cane domestico non è un lupo: con lui condivide parte del patrimonio genetico, ma non la storia evolutiva. Durante la domesticazione, fino ai giorni nostri, il cane ha condiviso con noi anche la dieta, così che il suo organismo si è adattato alla digestione di carboidrati complessi come l’amido. Detto questo, il carboidrato, dato che non è semplicemente un cerale, può essere introdotto nella dieta semplicemente con della frutta.

Carboidrati complessi

Attenzione alle materie prime utilizzate

Ci sono però casi un cui si riscontrano difficoltà nella digestione dei carboidrati complessi. Gran parte della digestione dei carboidrati complessi come l’amido avviene nell’intestino tenue. La lunghezza del tratto intestinale del cane però è minore rispetto a quello dell’uomo. Per questo, se non sono proposti secondo le corrette modalità, si rischia che non abbiano il tempo e lo spazio per poter essere correttamente assimilati.

Cosa succede in questo caso? L’amido in forma grezza arriva all’intestino crasso, dove può fermentare producendo gas o diarrea. Qui deve scattare l’attenzione dell’azienda produttrice dell’alimento che proponete al vostro pet nella selezione delle materie prime. È essenziale che i cereali proposti siano trattati correttamente, così da proporli con amidi in un certo senso “pre-digeriti” (già scomposti con il trattamento che subiscono gli ingredienti). Questo stato dell’amido ne semplifica la digestione, ottimizzandone anche l’assorbimento. 

Il fantasma della Celiachia

A volte si parla negativamente degli ingredienti che contengono carboidrati complessi anche a causa della possibilità che si verifichi un’intolleranza al glutine. La Celiachia può essere provocata solamente dai cereali che contengono gliadina, come ad esempio il grano. Nei cani, però, questa forma d’intolleranza è presente in misura decisamente minore di quanto si pensi. Spesso i problemi intestinali di cui si è parlato in precedenza, causati dal fatto che i cereali non sono stati cotti abbastanza a lungo, vengono classificati come intolleranza al glutine. 

Come devono essere i carboidrati da proporre ai vostri pet?

Come inserirli nella dieta?

Come devono essere i carboidrati da proporre ai vostri pet?

Se parliamo di carboidrati semplici, quelli principalmente della frutta, non ci sono particolari indicazioni, se non quella di selezionare ovviamente materie prime di qualità e genuine. Se parliamo invece di amido, quindi cereali o tuberi, ci sono delle accortezze importantissime da adottare. 

Per poter essere utilizzati nel cibo per cani questi ingredienti devono essere lavorati affinché risultino abbastanza digeribili per il tratto gastrointestinale. Dobbiamo quindi “rompere” il più possibile le lunghe catene di zuccheri, semplificando il lavoro al pet. Come fare? La scomposizione degli amidi avviene quando l’ingrediente subisce un trattamento termico per un determinato periodo di tempo. Molto spesso, nella maggior parte delle crocchette commerciali, il processo di estrusione non è sufficiente, dato che dura pochi minuti. 

Noi di Area-Dog, per esempio, sottoponiamo i nostri cereali ad un trattamento con vapore ad alta pressione per un periodo di tempo sufficiente da poter spaccare l’amido in essi contenuto nel miglior modo possibile. Per questo risultano estremamente digeribili, diventando fonti preziose di elementi nutritivi utilissimi all’organismo del pet. Inoltre, sono da preferire i cereali integrali: la presenza della fibra esterna permette all’amido durante la cottura di cristallizzarsi, non venendo così assorbito dall’organismo.

In che misura vanno proposti gli ingredienti contenenti carboidrati?

Non smetteremo mai di ripeterlo, la dieta bilanciata è il miglior alleato dei nostri pet. Ma come bilanciare i carboidrati nell’alimentazione naturale? Quali sono i quantitativi corretti da proporre? 

Carboidrati semplici: la frutta

La frutta è tra i cibi più amati dai pet, ma è necessario fare attenzione alle dosi! Solitamente non si supera la proporzione del 10%-15% del fabbisogno giornaliero. È necessario poi fare attenzione alla tipologia di frutta che si propone: è bene evitare quella troppo zuccherina, per non causare picchi glicemici troppo elevati. 

Carboidrati complessi: cereali e tuberi

Prendendo in considerazione l’apporto nutritivo, sarebbero da preferire cereali integrali rispetto alle patate. Generalmente questi non dovrebbero superare il 30/40% del fabbisogno giornaliero, se abbinati anche a ingredienti contenenti carboidrati semplici. Se proponiamo invece ricette prive di frutta, possiamo arrivare fino a un 40/45% circa. 

Una curiosità: le diete unicamente a base di carne

Molto probabilmente vi starete chiedendo: e i pet che mangiano solo e unicamente carne? I carboidrati non sono nutrienti essenziali da inserire nella dieta, come invece sono gli acidi grassi Omega-3 per esempio. Questi sono macronutrienti che in quantità più o meno elevate sono presenti in qualsiasi alimento. Ricordiamo che una sostanza nutritiva è essenziale quando l’organismo non riesce a produrla da sé, per questo va inserita esternamente. L’organismo del pet può autoprodurre i carboidrati partendo da altre sostanze tramite un processo biochimico chiamato gluconeogenesi. In questo caso, dagli amminoacidi contenuti nelle proteine che proponiamo al pet vengono lavorati e trasformati in zuccheri.

Vediamo però cosa succede in questo caso. Per prima cosa, gli zuccheri ricavati non sono energia immediatamente disponibile. Prima di essere tali, infatti, le proteine devono essere digerite e poi, con la gluconeogenesi, essere trasformate in energia. È un processo lungo, che non premette ad organi come il cervello di avere il coretto sostegno in tempi brevi.

Inoltre, impiegare le proteine principalmente come fonte energetica rischia di togliere loro un ruolo fondamentale: quello strutturale. Se inseriamo invece anche una fonte di carboidrati, evitiamo che le proteine si trasformino in glucosio, lasciandole così adibite alla funzione strutturale che solo loro hanno tra tutti i nutrienti che introduciamo nell’organismo. Servono altri motivi per scegliere un’alimentazione bilanciata? Eccoci dunque: siamo riusciti a risolvere un po’ di dubbi sui carboidrati? Qual’è la vostra opinione riguardo queste sostanze? Fatecelo sapere nei commenti!

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